Ti è mai capitato di rispondere al telefono distrattamente, magari mentre stai cucinando o sei in fila, e dire un semplice “sì” solo per chiudere in fretta? Ecco, quella micro parola, apparentemente innocua, è proprio il punto debole su cui alcuni call center truffaldini provano a fare leva.
Non è paranoia. È una tecnica concreta, e funziona perché gioca con la fretta, la gentilezza e l’automatismo con cui rispondiamo.
La frase “innocua” che può diventare una trappola
Il meccanismo più comune è questo: l’operatore ti fa domande “guidate” per strappare un assenso registrabile. Non serve una firma, non serve un documento, basta un audio ritagliato e inserito nel punto giusto di una presunta conferma.
Le parole più rischiose sono:
- “Sì”
- “Va bene”
- “Confermo”
- “Autorizzo”
- “Accetto”
Non significa che ogni chiamata sia una truffa, ma se dall’altra parte c’è qualcuno con intenzioni scorrette, quelle parole possono essere “riusate” per simulare un consenso a servizi, contratti o abbonamenti non richiesti.
Come ti portano a dirlo (senza che te ne accorga)
Spesso l’approccio è volutamente confuso, veloce, pieno di dettagli. Ti fanno credere di dover solo “verificare” un dato, oppure di stare “aggiornando una pratica”. Poi arriva la domanda secca, costruita per ottenere un sì.
Esempi tipici:
- “Lei è il titolare dell’utenza, giusto?”
- “Conferma che questa è la sua zona di residenza?”
- “Possiamo procedere con l’aggiornamento?”
In quel momento la tua mente pensa “voglio solo chiudere”, e la bocca dice “sì”.
Spoofing, filtri e nuove tattiche: perché non basta rilassarsi
Una parte di queste chiamate usa lo spoofing, cioè la falsificazione del numero chiamante, per farlo apparire italiano anche quando non lo è. È uno dei motivi per cui riconoscere la truffa “a colpo d’occhio” è diventato difficile.
Qui però arriva una buona notizia concreta: dal 19 novembre 2025 è attivo il filtro Agcom contro le chiamate fraudolente con numeri camuffati. I dati indicano un calo importante del traffico, dal 56%, con passaggio da 26,8 a 7,4 milioni di chiamate al giorno.
Il problema è che chi truffa si adatta in fretta. E infatti si è osservato un aumento delle chiamate con prefissi esteri fino al 400%. In più, continuano anche chiamate da numeri italiani o cellulari che sembrano “normali”, perché possono essere numerazioni reali o comunque plausibili.
Cosa dire (e cosa non dire) quando rispondi
Un trucco semplice è togliere di mezzo le parole “perfette” per essere montate in un audio.
| Da evitare | Alternative più sicure |
|---|---|
| “Sì” | “Mi dica meglio” |
| “Va bene” | “Non confermo nulla al telefono” |
| “Autorizzo” | “Non do autorizzazioni in chiamata” |
| “Confermo” | “Invii tutto per iscritto” |
Non è scortesia, è igiene digitale. Un po’ come non lasciare la porta di casa accostata “tanto torno subito”.
Difese pratiche che funzionano davvero
Se vuoi ridurre il problema senza vivere con l’ansia del telefono, queste mosse sono le più efficaci:
- Non rispondere a numeri sconosciuti o con prefissi esteri, a meno che tu non stia aspettando una chiamata.
- Su Android e iOS, attiva le funzioni per silenziare le chiamate da sconosciuti. Ti arrivano comunque le notifiche, ma eviti la pressione del “rispondo o no” in tempo reale.
- Iscriviti al Registro pubblico delle opposizioni (RPO), gratuito, per limitare le chiamate pubblicitarie su fisso e mobile. E quando firmi moduli o contratti, controlla i consensi precompilati.
- Non fornire dati personali (codici, indirizzi, dettagli di pagamento) se non hai iniziato tu il contatto attraverso canali ufficiali.
- Segnala le chiamate moleste ad Agcom o al tuo operatore, perché le segnalazioni aiutano a individuare schemi ricorrenti e numerazioni sospette.
Il punto chiave: prendere tempo è la tua superpotenza
La difesa migliore non è rispondere “bene”, è non farsi spingere a rispondere “subito”. Se la conversazione ti sembra confusa, insistente o troppo “guidata”, fermati. Chiedi comunicazioni scritte, verifica con calma, richiama tu i numeri ufficiali.
E soprattutto, ricordati questo: al telefono non devi dimostrare di essere gentile, devi dimostrare di essere lucido. Un “mi mandi tutto per iscritto” vale più di mille “sì” detti per fretta.



