Ti è mai capitato di guardare l’ISEE e pensare, “ma com’è possibile che risulti così alto, se io non vivo nel lusso”? A molti succede per un motivo semplice: i risparmi pesano parecchio nel calcolo. E qui arriva la novità che in tanti si stanno perdendo, perché non richiede domande, moduli extra o “clic magici”, basta sapere dove mettere le mani.
La novità che cambia l’ISEE (senza cambiare la tua vita)
Dal 5 marzo 2025 è stata annunciata, e nel 2026 risulta confermata, un’agevolazione che riguarda una fetta molto comune di risparmio “all’italiana”: libretti postali di risparmio, buoni fruttiferi postali e titoli di Stato.
In pratica, nel calcolo del patrimonio mobiliare ISEE viene esclusa una franchigia fino a 50.000 euro per nucleo familiare, se quei soldi sono detenuti in questi strumenti. È una di quelle misure che, quando la scopri, ti viene spontaneo rifare i conti mentalmente.
L’idea è chiara: se hai messo da parte risparmi in strumenti considerati prudenti, una parte può non “alzarti” l’ISEE.
Come funziona davvero la franchigia da 50.000 euro
La regola fondamentale è questa: si sommano i valori detenuti da tutti i componenti del nucleo familiare su libretti, buoni e titoli di Stato. Poi:
- fino a 50.000 euro complessivi, quella quota è esclusa dal calcolo dell’ISEE
- oltre i 50.000 euro, l’eccedenza continua a essere conteggiata normalmente
Esempi pratici (quelli che chiariscono tutto)
- Famiglia con 30.000 euro su libretti e 15.000 euro in buoni, totale 45.000 euro: rientra interamente nella franchigia, quindi quei 45.000 non pesano come prima sull’ISEE.
- Famiglia con 70.000 euro complessivi tra libretti, buoni e titoli di Stato: 50.000 sono esclusi, i restanti 20.000 restano nel patrimonio mobiliare.
Non è un dettaglio da commercialisti, è un “peso” reale che può fare la differenza quando sei vicino a una soglia.
La parte che pochi capiscono: non devi “richiederla”
Qui sta il motivo per cui molti non la conoscono: non c’è una domanda specifica, niente click day, nessun modulo dedicato.
Serve invece una cosa molto concreta: compilare correttamente la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), cioè il documento da cui nasce l’ISEE. In altre parole, l’agevolazione si “attiva” se i dati sono inseriti in modo coerente e completo, così da permettere l’applicazione della franchigia sugli strumenti previsti.
Un modo semplice per visualizzarlo: la DSU è la mappa, se la mappa è fatta bene, il sistema sa dove applicare l’esclusione.
Chi ci guadagna di più (e perché può sbloccare bonus)
L’impatto è particolarmente interessante per:
- chi ha risparmi consistenti in libretti o buoni e si vede l’ISEE salire “solo” per prudenza finanziaria
- chi è al limite delle soglie per bonus, riduzioni, prestazioni sociali agevolate
- nuclei in cui i risparmi sono distribuiti tra più persone, perché la franchigia è per nucleo, e la somma conta
In pratica, questa esclusione può ridurre l’ISEE e rendere accessibili misure che prima erano fuori portata per pochi punti.
Attenzione: cosa non rientra nella franchigia
È importante non fare confusione. L’esclusione riguarda solo:
- libretti postali di risparmio
- buoni fruttiferi postali
- titoli di Stato
Altri investimenti restano conteggiati secondo le regole ordinarie. E resta valida anche la disciplina del bollo sui buoni, con le note soglie di esenzione fino a 5.000 euro e applicazione oltre (dove prevista).
Libretti postali nel 2026: tra operatività e offerte (senza perdere il filo)
Nel frattempo, sui libretti si muove anche altro. Nel 2026 si parla di:
- Offerte Supersmart, con tassi fino al 2,50% su nuova liquidità in periodi promozionali, importi da 500 euro, vincolabili online o in ufficio
- modifiche operative su prelievi, versamenti e trasferimenti, con possibilità di verificare limiti e dati anagrafici anche via app
- buoni con durate diverse, dai prodotti brevi (come soluzioni a 6 mesi) a opzioni pluriennali, che continuano a rientrare nel perimetro dell’esclusione fino a 50.000 euro
E sì, è curioso: mentre molti inseguono strategie complicate, qui basta capire bene una regola di calcolo.
Il punto finale: cosa fare adesso, in modo pratico
Se hai un libretto, buoni o titoli di Stato, il passo più sensato è controllare che nella DSU i rapporti siano indicati correttamente. Non per “furbizia”, ma per evitare che un diritto resti lettera morta.
Alla fine, l’ISEE è come una fotografia del tuo patrimonio, e questa agevolazione è come una luce migliore: non cambia ciò che hai, ma può cambiare come viene valutato. E quando parliamo di 50.000 euro di franchigia, non è una sfumatura, è un cambio di scena, tutto qui. (E se vuoi approfondire il contesto, una buona base è capire cos’è l’ISEE.)




